LA CRISI ECONOMICA, UN’OPPORTUNITA’ DI CAMBIAMENTO

Diminuire gli sprechi, aumentare l’efficienza, sfruttare al meglio le risorse economiche messe a disposizione.

Il particolare momento di difficoltà che il mondo imprenditoriale sta attraversando deve essere colto come un’opportunità di cambiamento volto all’efficienza e alla corretta gestione delle risorse. Purtroppo, o piuttosto per fortuna, gli sprechi non possono più essere ammessi; i dirigenti aziendali ogni giorno analizzano le voci di bilancio per capire dove sia possibile intervenire per diminuire i costi.

Ed è qui che la green economy può aiutare l’impresa ad abbassare i costi di gestione. L’ area di intervento tra le più interessanti da analizzare è l’energia.

Dove e come intervenire?
Raccogliere i dati, farne un’attenta analisi e capire le aree di intervento per conseguire una migliore gestione e un risparmio in termini di costi e risorse. Questa la strategia generale da adottare. Da sottolineare il fatto che le imprese che adottano un sistema di gestione ambientale e che hanno al loro interno figure professionali specializzate nei settori dell’ambiente e dell’energia avranno più facilità a raggiungere gli obiettivi prefissati.
A quasi un anno dalla sua pubblicazione, uno strumento molto interessante da utilizzare come guida è senza dubbio la ISO 50001:2011, la norma internazionale dedicata ai sistemi di gestione dell’energia, che segue come la ISO 14001 e la OHSAS 18001 la metodologia P-D-C-A (Plan/Pianificare, Do/Attuare, Check/Verificare, Act/Agire).
Il primo passo da compiere è l’audit energetico. Cioè un’attenta analisi iniziale degli aspetti energetici dell’azienda. Tale analisi avrà lo scopo di definire la scala di priorità degli interventi da effettuare per aumentare l’efficienza energetica e diminuire i costi di gestione.

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L’analisi dovrà: raccogliere i dati disponibili sui consumi energetici e i fattori energetici che determinano i consumi (come ad esempio la produzione); raccogliere informazioni sull’edificio e sugli impianti presenti; ricercare la normativa di riferimento ed analizzarne il rispetto; definire le aree significative di consumo dell’energia (quali attrezzature consumano energia e il loro tempo di impiego); fare una stima dei consumi passati e stimare sulla base delle informazioni raccolte quelli futuri; infine, elaborare degli indici energetici ed economici che permettono di descrivere i risultati dell’audit energetico e definire le azioni prioritarie da attuare.

PLAN
Una volta individuate le priorità si stabiliscono le aree di intervento e si definisce il programma per raggiungere gli obiettivi di miglioramento delle prestazioni energetiche.

DO
Quindi si attua il programma definendo le risorse (umane, economiche,strumentali)

CHECK Ad intervalli regolari si effettuano degli audit per verificare lo stato di avanzamento del programma.

ACT I risultati dell’audit saranno valutati dal riesame della direzione, che deciderà come proseguire con il programma per ottenere un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche sulla base dei risultati ottenuti.

Le aree di intervento per ottenere minori consumi energetici ed aumentare l’efficienza sono diverse: le classiche buone pratiche (ad esempio, la responsabilizzazione del personale per evitare sprechi energetici), l’utilizzo di impianti tecnologici ad alta efficienza, la produzione di energia da fonti rinnovabili.

I motori elettrici ad alta efficienza sono tecnologie che consentono risultati molto interessanti. Da considerare anche che il Regolamento europeo CE 640/2009 definisce i requisiti minimi di efficienza energetica per i motori elettrici (dal 16 giugno 2011 tutti i motori elettrici immessi sul mercato devono avere un livello di efficienza IE2). Il rendimento dei motori elettrici (il rapporto tra la potenza meccanica disponibile all’albero e la potenza elettrica assorbita dalla rete) viene classificato secondo la norma EN 60034-30 in: IE1 Standard, IE2 Elevato, IE3 Premium, IE4 Super-Premium.

Analizzato il sistema, definiti gli interventi per conseguire una gestione più efficiente e risparmi economici, il problema che si pone è che spesso tutto questo ha un costo e in questo particolare momento non sempre si può investire e attendere il ritorno economico. Ancora una volta però la green economy viene in aiuto dei nostri imprenditori attraverso finanziamenti e bandi per investire in efficienza energetica ed energie rinnovabili.

Una delle ultime iniziative promosse è il Fondo Kyoto. Il fondo è dedicato alla realizzazione di interventi per ridurre le emissioni di gas serra, introdotto dalla Legge Finanziaria 2007: vengono messi a disposizione finanziamenti a tassi agevolati dello 0,5 per cento per interventi di microcogenerazione diffusa, installazione di impianti che utilizzano fonti rinnovabili ed interventi atti ad incrementare il risparmio energetico e l’efficienza dell’energia negli usi finali. Il 1° marzo 2012 il Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e d’intesa con la Cassa Depositi e Prestiti, ha emanato la “Circolare Kyoto”, che definisce in dettaglio le procedure da seguire e la documentazione da presentare per essere ammessi ai finanziamenti agevolati (www.cassaddpp.it).

Quanto descritto nelle righe che precedono rappresenta uno dei tanti modi per attuare il cambiamento che l’attuale crisi ci impone di mettere in pratica. Diminuire gli sprechi, aumentare l’efficienza, sfruttare al meglio le risorse economiche che vengono messe a disposizione delle imprese.

Dott.ssa Agnese Massaccesi
Esperta in Sostenibilità Ambientale 

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