LA FORMAZIONE NEL SETTORE ENERGETICO: UN OTTIMO INVESTIMENTO

Una delle prime decisioni importanti nel corso della vita di una persona riguarda la scelta degli studi;
dare consigli sul cosa fare all’Università risulta un compito arduo e, a volte, anche inopportuno. Infatti
colui che può meglio fare questa scelta e prendere la relativa decisione è lo studente stesso. Però …

Quella degli studi universitari non è solo una scelta cultu-
rale ma anche una scelta di tipo professionale. Diviene
perciò essenziale rivolgersi verso un settore culturale
che piace, da cui ci si sente attratti, che affascina e magari per
il quale ci si sente naturalmente portati, poiché in tale ambi-
to ci si muoverà per buona parte della vita. Inoltre, un’attività
professionale lavorativa deve rispondere ad un’altra esigenza
imprescindibile: dev’essere fonte di decorosa remunerazione!
Negli ultimi anni un settore di sicuro interesse è quello dell’e-
nergia e dell’ambiente. L’energia è una risorsa importante,
oggi sempre di più rispetto al passato. Oggi, in qualunque con-
testo e in qualunque settore, è richiesta energia: essa è es-
senziale per far funzionare industrie e trasporti, contribuisce
a migliorare il livello di vita delle persone attraverso attività
quotidiane, quali l’illuminazione e il riscaldamento. In partico-
lare, nelle attività produttive si richiedono “forze” indicate con
il nome di energia, definita quest’ultima come la capacità di
compiere lavoro. L’argomento “energia” è dunque di grande
attualità, e di grande attualità sono tutte le tematiche lega-
te a fabbisogni e consumi. Dal lato consumi finali si rendono
necessarie più trasformazioni, per sfruttare le risorse ener-
getiche ed ogni trasformazione costa enormemente in termini
di perdite energetiche. Basti pensare che solo il 15 per cento
dell’energia contenuta in una fonte primaria si trasforma in
lavoro utile dopo aver subito l’ultima trasformazione. Si pone
dunque in maniera sempre più marcata il problema di diffon-
dere le migliori pratiche di risparmio ed efficienza energetica,
sia nell’ottimizzare i sistemi energetici di produzione e distri-
buzione, sia nel migliorare l’efficienza energetica dal lato dei
consumi finali. Tutto questo richiede nuove figure professiona-
li, veri e propri esperti nel settore dell’energia.
Per questi motivi oggi un giovane che decide di approfondire le
proprie conoscenze in questo settore compie un investimento
di sicuro interesse. Basti pensare che le attività di formazione
in tal senso si stanno moltiplicando sempre di più. Esistono
tuttavia canali preferenziali ed è importante scegliere bene in
mezzo alle numerose opportunità di formazione e specializza-
zione che si prospettano ai giovani, anche dopo la laurea. Ad
oggi esistono corsi di formazione volti a preparare figure quali
l’Energy Manager. Il termine arriva dagli Stati Uniti nel periodo
della crisi petrolifera del 1973 e identifica una persona incari-
cata di gestire la spesa energetica in termini di: approvvigiona-
mento (gestione dei contratti di acquisto, e/o autoproduzione
di energia) e utilizzo (gestione degli impianti di produzione e/o
trasformazione dell’energia). In Italia questo ruolo viene intro-
dotto per la prima volta nel 1982 con la Legge 308 e viene poi
definito con maggiore chiarezza nel 1991 con la Legge 10. Vie-
ne infatti introdotto il Responsabile per la conservazione e l’uso
razionale dell’energia, obbligatorio in tutte le aziende e gli enti
dell’industria caratterizzati da consumi superiori ai 10.000 tep/
anno e nelle realtà del settore civile, terziario e della Pubblica
Amministrazione con una soglia di consumo di 1.000 tep/anno.
Si tratta di un profilo di alto livello, con competenze manage-
riali, tecniche, economico-finanziarie, legislative e di comuni-
cazione che supporta i decisori aziendali nelle politiche e nelle
azioni collegate all’energia. Il 17 giugno 2011 è stata emanata
dall’ISO, International Organization for Standardization, la nor-
ma ISO 50001, che definisce il nuovo standard internazionale
per la gestione dell’energia e inquadra meglio il ruolo dell’E-
nergy Manager nell’ambito della struttura di appartenenza.
Contemporaneamente si sta delineando una nuova figura pro-
fessionale – qualificata e, nel tempo, certificata –, l’Esperto in
Gestione dell’Energia (EGE), che amplia ed approfondisce le
competenze dell’Energy Manager, in risposta alle più recen-
ti Direttive Europee che richiedono un uso più efficiente delle
risorse energetiche. Si può dunque concludere che la forma-
zione nel campo dell’energia costituisce sicuramente uno degli
investimenti più promettenti per intraprendere un’attività lavo-
rativa di interesse e di alto profilo specialistico.

Ing. Paolo Paglierani