Lavoro, formazione e giovani Puntare su lingue e territorio – Intervista F.Guidi

Lavoro, formazione e giovani Puntare su lingue e territorio

I settori in cui ci sono più opportunità per gli under 30, le caratteristiche a cui prestano più attenzione i selezionatori e le vie di sviluppo possibile per l’economia italiana in attesa dell’uscita dalla crisi. Tra suggerimenti e visioni, intervista a Flavio Guidi fondatore del Gruppo Sida e promotore dell’Istituto studi direzionali
 
di Luigi Borghese

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Crisi, trasformazione e innovazione. Negli anni della recessione, molti sono chiamati a dare risposte per riuscire a mantenere il passo sulla via dello sviluppo. Le aziende, da un lato, e anche chi cerca un posto di lavoro, dall’altro. Tra formazione, competenze e capacità di trovare nel proprio territorio, quello che permette di rimanare competitivi. Nell’intervista a Flavio Guidi fondatore del Gruppo Sida e promotore dell’Istituto studi direzionali, i suggerimenti e le scelte per mantenere il passo con chi va più veloce.

In quali settori, in questo momento, ci sono più opportunità occupazionali per i giovani?
Nell’agroalimentare, agroenergie, agrituristico, nell’ambientale e tecnologie corredate, nel settore dei nuovi servizi soprattutto legati al marketing e alla comunicazione, nell’area legata al fashion, nella domotica e nella telemedicina, nel settore meccanico in particolare nelle nicchie che hanno posizionamenti internazionali e nel settore della formazione, orientamento e progettazione comunitaria.

Quando si deve assumere un giovane, quali sono le caratteristiche professionali e personali a cui un selezionatore presta più attenzione?
Flessibilità, propensione alla crescita, responsabilità, preparazione e professionalità, ma anche conoscenza della lingua.

Quanto è difficile valutare un giovane da parte di un selezionatore? E per quali ragioni?
Non ci sono problemi nel processo di diagnosi, il soggetto da selezionare presenta oggi caratteri diversi per la diversa cultura quindi diverso parco motivazionale.

In quale modo la riscoperta e la valorizzazione del territorio può aiutare a dare un po’ di respiro all’economia e al mercato del lavoro?
Il territorio rappresenta una risorsa, oggigiorno, da valorizzare; in presenza del fenomeno della globalizzazione, il contesto si è fatto più competitivo, svariate attività manifatturiere sono diventate obsolete, viceversa il territorio per tradizioni knowhow sui caratteri di imprenditorialità,di risorse umane e per caratteristiche sociali ed economiche peculiari, è diventato un asset del patrimonio del territorio che presenta opportunità di crescita ed occupazione. Lo strumento della cultura dell’integrazione favorisce la valorizzazione delle risorse esistenti sullo stesso. Le attività che nascono dallo sviluppo economico territoriale dispongono a livello concorrenziale di barriere all’entrata più elevate quindi presentano caratteri di maggiore durevolezza di forza per l’integrazione del territorio. Si pensi al turismo, all’arte, alla moda, aall’agroalimentare, all’artigianato e prodotti tipici, al commercio e ai servizi.

Quanto sono importanti i mercati internazionali per lo sviluppo delle nostre imprese?
L’internazionalizzazione rappresenta un fattore rilevante nella nuova cultura d’impresa. A livello strategico, l’azienda deve darsi una missione, una pianificazione e una struttura che la collochi su un contesto internazionale; i mezzi di comunicazione accelerano questo processo di cambiamento. Esistono mercati maturi, tra cui quello italiano e mercati in forte crescita (esteri), quindi con opportunità di domanda tali da compensare la caduta dello stesso mercato interno. Non dimentichiamo che l’Italia è caratterizzata, in molti settori, da un eccesso di capacità produttiva.

In che modo la formazione in questo momento può divenire uno strumento utile per chi ora è fuori dal mercato del lavoro e ci vuole rientrare al più presto?
La formazione è diventata oggi lo strumento centrale per ostacolare i processi di decadimento e poter cogliere le nuove opportunità di mercato. Formazione è uguale accrescimento culturale. L’organizzazione deve mutare e tale trasformazione può essere ottenuta solo tramite un aumento culturale. Nuove professioni, nuove conoscenze, nuove abilità si rendono necessarie per sostenere la revisione organizzativa delle strutture economiche.

E’ anche uno strumento di sicurezza?
Certamente. Basti pensare che il lavoratore si trova, a fronte di una vita lavorativa di 40 anni, una riduzione di una vita media aziendale di 10 anni. La formazione è uno strumento che può accrescere le possibilità di adattabilità ai futuri mutamenti, garantendo i presupposti di continuità lavorativa e di sopravvivenza economica. Formazione significa successo nel processo di cambiamento e difesa ai pericoli del cambiamento di contesto. Formazione significa professionalità, e professionalità vuol dire sicurezza.

Quali sono i corsi, o le tipologie di corsi che sono più spendibili in questo momento sul mercato del lavoro?
I corsi gestionali sono fondamentali per dare o rafforzare la conoscenza del sistema aziendale, delle funzioni e interconnessioni all’uopo i Master si prestano a essere uno strumento di estrema efficacia. Gli stessi, per i contenuti e i docenti di provenienza aziendale, costituiscono per l’orientamento e qualità dei programmi, uno strumento valido per l’inserimento e la veloce crescita in azienda. Tra gli executive o master brevi o master di specializzazione vanno evidenziati quelli di finanza, credit manager, marketing comunicazione, web, agricoltura, turismo, internazionalizzazione, logistica, organizzazione della produzione, ambiente energia e certificazione e sicurezza.

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