Le Chiavi Strategiche per la Ripresa

Strutturare l’apparato pubblico con Centri di Ricerca e sviluppo

Le previsioni economiche non lasciano intravedere a tutto il 2013, prospettive di ripresa economica e occupazionale.
Cosa fare di fronte a questa realtà? Innanzitutto, prendere coscienza della situazione, diagnosticare con precisione tutti i fattori micro e macro economici che concorrono al processo di depressione (se non di regressione), nonchè individuare e classificare le criticità prospettiche. Ad esempio? Costi dei fattori della produzione non più competitivi, deficit strutturali del sistema ( giustizia, formazione, infrastrutture), spostamento della domanda a livelli internazionale, criticità dei sistemi finanziari, spesa pubblica da contenere, bassa produttività, elevato livello di tassazione, settori economici non più competitivi, ecc.. a questo punto occorre individuare i Punti di Forza del Sistema ( cosa sappiamo fare e quali sono i fattori che possono sostenerci nella ripresa), nonché le opportunità che, se colte, potrebbero produrre benefici effetti.
Ad esempio: esistono settori che presentano opportunità di business (made italy, 3F, turismo); con project finance e reti di impresa si possono riavvivare le opere infrastrutturali nonchè processi di saving sui vari fattori di produzione (fonti alternative, smaltimenti, basi logiche, ecc..) .
Aquesto punto, si deve passare all’elaborazione di un insieme di azioni che possono tra di loro essere correlate e sinergiche e darne attuazione verificandone, con attività sistematica, la revisione e la rielaborazione.
Chi deve curare quest’attività di diagnosi, ricerca e pianificazione?
Il compito andrebbe affidato agli enti pubblici: Stato, Regione, Provincie, Comuni, Università, istituti, scuole, centri ed istituzioni varie, che dovrebbero riformare se non rivoluzionare al proprio interno ruolo e strutture (non dimentichiamo che vi sono milioni di operatori pubblici , 7/800.000 insegnati). Quest’attività di ricerca, orienatmento e gestione politica  del territorio è pressochè inesistente.
Tutto l’apparto pubblico è preposto all’attività burocratica, non percettibile. Ogni ente e istituzione si dovrebbe dotare di centri di ricerca, studi e pianificazione, che dovrebbero operare a vari livelli; i loro risultati dovrebbero poi essere valutati in termini di customer satisfaction per giustificarne e la remunerazioone.
A vari livelli questi centri dovrebbero interagire integrando le conoscenze e i piani territoriali diversi, per coordinare l’azione politica di medio lungo periodo.
In definitiva , bisognerebbe destinare una buona parte del personale che opera nel settore pubblico, opportunamente formato e organizzato, ad attività di ricerca e pianificazione sviluppo per la risoluzione di problemi economici sociali.

Spostare gli operatori da funzioni burocratiche a funzioni di ricerca rappresenta la soluzione dei problemi.

Le Università dovrebbero svolgere un ruolo di maggior protagonismo, attraverso un impegno più energetico e un’attività orientata ed organizzata. Bisogna sviluppare all’interno del pubblico l’attitudine a svolgere un’attività di ricerca e pianificazione.

La politica deve gestire lo start up di una rivoluzione nella struttura pubblica verso la ricerca e la co-progettazione.

Flavio Guidi
Fondatore del Gruppo Sida
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